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PROGETTI
09/10/2015
Nascono i "Veneto Minibond"
Veneto Sviluppo e le Banche di Credito Cooperativo/Casse Rurali e Artigiane aderenti alla Federazione Veneta delle Bcc danno vita ad un nuovo e innovativo strumento finanziario per lo sviluppo e la crescita delle imprese regionali

È stato presentato oggi a Padova nella sede della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, il nuovo strumento finanziario elaborato per ampliare la gamma dei servizi offerti alle imprese dal sistema del credito cooperativo regionale e dalla finanziaria Veneto Sviluppo.
Si tratta dei "Veneto minibond" ovvero di uno strumento assolutamente innovativo nel mondo del Credito Cooperativo, risultato di una progettualità condivisa con Veneto Sviluppo e frutto di una proficua collaborazione pluriennale con la Finanziaria Regionale: nello specifico un plafond complessivo iniziale di circa 30 milioni euro con scadenza decennale, che mira a destinare i fondi, raccolti attraverso la sottoscrizione di titoli di debito privato, a nuovi investimenti materiali, immateriali e finanziari, oltre che per il finanziamento del circolante, orientato in primis al pagamento di fornitori, stipendi e imposte. La formula si rivolge principalmente alla platea delle imprese regionali con fatturato mediamente compreso fra i 5 e i 50 milioni euro, ma non intende abbandonare quelle sotto soglia, qualora i progetti presentati mirino a farle crescere, strutturare e renderle interessanti anche per gli investitori di mercato. Il portafoglio così originato sarà composto principalmente da un panorama di realtà aziendali che andranno dal manifatturiero avanzato, ai settori moda, agroalimentare e turismo; il taglio delle singole operazioni sarà compreso fra i 250 mila e i 2 milioni di euro.
Il fondo sarà completamente operativo entro la fine del 2015, ma già sono state analizzate cinque operazioni, tre delle quali ormai prossime al closing.
Per la Finanziaria Regionale, ferma restando l’importanza degli interventi di equity finora realizzati ed i numerosi in cantiere, questi strumenti obbligazionari o di semi-equity possono rappresentare in taluni casi un buon compromesso tra approccio innovativo, offerta diversificata per l'approvvigionamento finanziario e esigenze di equilibrio patrimoniale e societario delle PMI. Si tratta di una novità che si affianca, agli investimenti effettuati attraverso il Capitale di Rischio, che è oggi principalmente alimentato da risorse comunitarie (fondi del POR 2007-2013, con dotazione di circa 35 milioni euro) e che prevede l’ingresso nel capitale di aziende selezionate per i loro progetti fortemente innovativi e di sviluppo in generale, per un importo massimo per singola azienda di 1,5 milioni euro e per una durata quinquennale. Uno strumento, quest’ultimo che, pur avendo permesso ad oggi di sostenere nei loro progetti industriali 34 imprese venete, per talune tipologie di aziende è tuttora considerato di difficile fruibilità, in considerazione degli impatti che spesso si determinano sulla compagine societaria e sulla governance dell’impresa stessa. I “Veneto Minibond” sono quindi un ampliamento delle forme tecniche d’impiego dei fondi a disposizione di Veneto Sviluppo, attraverso strumenti finanziari più flessibili e che, per come sono concepiti, permettono ora di garantire nuova finanza ad un più ampio pubblico di medie imprese venete, per assisterle nei loro progetti di sviluppo.
Per il credito cooperativo i "Veneto Minibond" rappresentano uno strumento complementare ed aggiuntivo rispetto al credito bancario erogato dalle Bcc, permettendo alle imprese venete di diversificare le proprie fonti di finanziamento.
"Lo stesso Governatore della Banca d’Italia - spiega Ilario Novella, Presidente della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo - in un recente intervento ha infatti evidenziato che nel nostro Paese le imprese restano troppo dipendenti dal credito bancario e hanno scarsa patrimonializzazione.
In questo contesto i “Veneto Minibond” sono quindi uno strumento innovativo - continua il Presidente - che consente alle aziende, le quali per dimensione o segmento di mercato non sono in grado di quotarsi in borsa, di accedere al mercato dei capitali: possibilità assolutamente interessante e di rilievanza strategica in questo particolare momento.
Inoltre - conclude Novella – l’opportunità di diversificare le fonti di finanziamento permette a sua volta alle imprese di migliorare le condizioni di accesso al credito bancario. In questo modo le nostre Bcc venete daranno un impulso significativo agli investimenti e alla qualità delle PMI della nostra regione”.
Per quanto attiene poi alle modalità operative, il network capillare delle Bcc venete curerà lo scouting iniziale delle aziende potenzialmente finanziabili e, in sinergia con Veneto Sviluppo, si occuperà della prima valutazione sulla fattibilità dell’intervento. La funzione di advisory per supportare l’azienda in tutte le attività connesse all’emissione dei “Veneto minibond", fino al relativo collocamento, sarà effettuata da strutture specializzate, selezionate dalle singole imprese e preventivamente valutate da Veneto Sviluppo e dalla Federazione Veneta Bcc.
Veneto Sviluppo svolgera' invece il ruolo di gestore dello strumento in qualità di "Fund Manager", curando l'analisi delle opportunità d’investimento (tipologia di azienda, management, settore/mercato e piano industriale-finanziario) ed effettuando poi le istruttorie propedeutiche alle singole decisioni di investimento che, nel loro insieme, configureranno il portafoglio gestito da Veneto Sviluppo.
Federazione Veneta Bcc e Finanziaria Regionale valuteranno preliminarmente insieme, in un comitato tecnico congiunto, i migliori progetti che, in base alla natura e al settore di competenza dell’azienda, alle caratteristiche economiche e finanziarie, nonché alla destinazione finale delle risorse, potranno essere ritenuti in linea con l’utilizzo dei “Veneto Minibond”.
Veneto Sviluppo e Federazione Veneta si prefiggono di sottoscrivere non più del 50% di ciascuna operazione selezionata. La rimanente quota sarà collocata sul mercato attraverso intermediari individuati autonomamente dall’azienda con il supporto della Federazione e della Finanziaria Regionale.
“Questa nuova joint-venture con il sistema regionale delle Bcc – ha commentato Giorgio Grosso Presidente di Veneto Sviluppo – dà vita a un’ulteriore opportunità per creare cultura d’impresa in Veneto, perché impone trasparenza, organizzazione e rapporto con il mercato alle nostre imprese, consentendo loro di condividere e associare ai propri progetti di crescita una platea più vasta di investitori, magari più propensi a supportare interventi nella forma obbligazionaria anziché di puro equity. Veneto Sviluppo – conclude Giorgio Grosso – ha sperimentato recentemente con grande successo la bontà di questo modello di emissione di titoli obbligazionari, quando con gli Hydrobond ha permesso a 8 aziende venete di reperire risorse per 150 milioni di euro con l’obiettivo di finanziare 300 milioni di euro di opere legate al ciclo integrato dell’acqua in Veneto”.